La museruola: come, dove e perché.

pastore australiano con museruola in treno
pastore australiano con museruola in treno

La museruola per il cane è uno strumento spesso demonizzato e non compreso. In questo articolo vi spiegheremo perché e in quali casi è necessario utilizzare e avere la museruola, quale tipo di museruola consigliamo, e come abituare il cane al suo utilizzo.

Cosa dice la legge?

Iniziamo con il capire cosa ci dice la legge in merito alla museruola per il cane, nello specifico vi riportiamo un estratto dell’ordinanza del 6 Agosto 2013 del Ministero della Salute:

[…] utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti.

La museruola è obbligatoria?

Leggendo attentamente l’ordinanza ci si rende conto che l’utilizzo della museruola per il cane non è obbligatoria.
Quello che la legge prescrive è il fatto di portare sempre con se la museruola, e farla indossare al cane quando richiesto dalle autorità preposte, comportando una sanzione in caso di rifiuto (multa tra i 50€ e 300€).

Dove è obbligatorio indossarla?

A differenza di quanto si pensi, non esiste un elenco di razze per cui la museruola è obbligatoria (a meno che non ci siano problemi di aggressività e specifiche indicazioni per un determinato soggetto, indipendentemente dalla razza).
Esistono, però, alcuni luoghi pubblici dove l’utilizzo di questo strumento è obbligo di legge. Uno di questi, ad esempio è il treno, in particolar modo per cani di taglia media/grossa che non possono trascorrere l’intero viaggio in un trasportino.

Perché occorre utilizzare la museruola?

In alcuni casi è molto importante che il cane indossi la museruola. Per esempio nel caso dovessimo portare con noi il nostro cane sui mezzi pubblici (come ad esempio il treno), in luoghi molto affollati con un elevata presenza di bambini, o dove sono presenti molti cani. Tutto questo per impedire che, a prescindere dal grado di aggressività e imprevedibilità del cane, possano accadere episodi di attacco e morso, verso altri cani o soggetti più deboli come i bambini.

Come abituare il cane all’utilizzo della museruola?

Nei nostri percorsi di educazione, prevediamo sempre una parte dedicata all’approccio e all’utilizzo della museruola. Questo perché, come abbiamo visto, può succedere di trovarci in situazioni in cui siamo costretti a far indossare la museruola al nostro cane. Dunque è fondamentale che il cane sia abituato allo strumento in modo da non rendergli traumatico il suo utilizzo, anche se dovrà indossarla una sola volta nella sua vita.

Passiamo alla pratica

Usiamo il buon senso. Non pensiamo di comprare la museruola e infilarla a forza sul muso del cane. Assolutamente vietato! Come sempre, quando parliamo di educare il nostro cane, dobbiamo partire dal presupposto che tutto deve avvenire in maniera graduale e assecondando i tempi del quattro zampe. Ci saranno cani che impareranno velocemente, altri che impiegheranno più tempo.

Di seguito alcuni nostri consigli su come “far piacere” la museruola al nostro cane:

  • sporcare la museruola con odori e sapori appetibili per il cane (ad esempio formaggio spalmabile, pezzi di wurstel all’interno della “gabbia” della museruola, e chi più ne ha più ne metta);
  • iniziare con piccole sessioni di inserimento della museruola: far indossare, senza agganciare e chiudere, la museruola al cane per pochissimi secondi e toglierla;
  • quando il cane sarà abituato allo strumento, provare a chiudere la museruola, anche in questo caso per pochi secondi;
  • non ci preoccupiamo di fare qualche passo indietro, se il cane ci dice che non è pronto, non velocizziamo i tempi;
  • quando riusciremo ad agganciare e chiudere la museruola, allora sarà il momento di fare qualche passo con il cane al guinzaglio o in libertà;
  • se il cane tenta di togliersi la mascherina con le zampe, aumentare il passo e tentare di distrarre il cane;
  • beve, corre e gioca con la museruola indossata? Ok, ottimo lavoro!

Quale museruola vi consigliamo?

Partiamo con il dirvi che sconsigliamo la museruola di stoffa, perché impedisce al cane una corretta respirazione.

La museruola che riteniamo migliore è… Rullo di tamburi… della marca Baskervill. Sono disponibili dimensioni e colori diversi e hanno una gabbia sufficientemente ampia da permettere al cane di temere il muso aperto, di respirare correttamente, di mangiare e di bere. Inoltre, basta immergerla in un po’ di acqua calda per qualche minuto per renderla più malleabile e, all’occorrenza modellarla al muso del cane.

cane con museruola

Allora, vi abbiamo convinto?
Insegniamo ai nostri cani ad utilizzare la museruola, aiutiamoli ad abituarsi ad indossarla e saremo sicuri che, nel caso fosse richiesto, i nostri quattro zampe non vivranno questo momento con disagio.

Vacanze dog-friendly per (quasi) tutto l’anno

Copertina articolo con Kea in piscina grafica

Prima di suggerirvi alcune location assolutamente dog-friendly per le vostre vacanze, proviamo a rispondere alla domanda:

“Come valutiamo se un posto è veramente dog-friendly?”

Le caratteristiche di un luogo dog-friendly

Come prima cosa, prima di scegliere una struttura/location per le nostre vacanze, dobbiamo chiederci: “chi è il mio cane”? Le vacanze vissute con i propri cani possono essere dei momenti fantastici, ma se toppiamo nella nostra scelta, possono diventare potenzialmente delle giornate terribilmente stressanti.

Cosa chiedersi prima di organizzare il viaggio:

  • Montagna, mare o città? Banale dirlo, ma se decidiamo di portare in vacanza con noi i nostri cani, la destinazione che scegliamo è influenzata anche dalle “preferenze” del nostro cane. Valutiamo se è la stagione giusta per visitare una città (troppo caldo o troppo freddo), consideriamo se i nostri cani sono abituati a lunghe e impegnative passeggiate in montagna o, infine, se sono tipi da spiaggia o meno (amano il mare e l’acqua, o può essere un disagio?);
  • Il mio cane è socievole? E sì, anche questa è una variabile da considerare. Se i nostri cani non sono particolarmente socievoli o amanti della compagnia di altri quadrupedi, sarebbe opportuno considerare se portarli in un lido in cui potreste avere come vicino di ombrellone un altro (o più) quattro zampe;
  • Il mio cane risponde al richiamo? Potrebbe sembrarvi strana come domanda, ma esistono delle strutture molto belle, con ampi giardini e spazi aperti che, però, non sono recintati, o lo sono solo in parte. Sarebbe opportuno valutare le competenze del nostro cane e la relazione che ha instaurato con noi, per evitare di far passare un’intera vacanza al guinzaglio, anche nel giardino della struttura ricettiva;
  • Il mio cane soffre la macchina e i lunghi viaggi? Anche in questo caso, la domanda sembra banale, ma è fondamentale! Come raggiungiamo la meta prescelta? Macchina, treno, aereo o nave? In qualsiasi caso, è necessario chiedersi se i propri cani siano in grado di sopportare lunghi spostamenti, se soffrono particolarmente (sia fisicamente, sia emotivamente) i viaggi in macchina o nave, e quali sono le condizioni e i regolamenti che disciplinano la presenza del cane sui mezzi pubblici (ad esempio l’utilizzo della museruola).

Porsi queste domande è il primo passo per delle vacanze dog-friendly. Se non riusciamo a dare una risposta a tutte queste domande, un’alternativa da considerare, potrebbe essere quella di valutare le pensioni per cani o amici e parenti disponibili a prendersi cura del nostro cane. Anche in questo caso, cerchiamo di prendere la decisione giusta per il benessere del nostro quattro zampe.

Dog-friendly se…

Come valutare se una struttura è dog-friendly? Come prima cosa dobbiamo capire se le strutture che si professano dog friendly, accettano e tollerano i cani (scelta fatta solo per motivi di marketing), o se veramente sono i benvenuti.
Ecco cosa considerare:

  • Devono essere strutturalmente adeguate per la presenza del mio cane
  • Hanno contatti con cliniche veterinarie in caso di emergenza
  • Sanno consigliarmi mete e/o itinerari adeguati
  • Hanno ampi spazi verdi privati e ben recintati che mi permettono di lasciare il mio cane libero
  • Sono ben posizionate e mi garantiscono la possibilità di passeggiare tranquillamente con il mio cane, anche al di fuori dello spazio privato a noi dedicato.

Vi vengono in mente altre caratteristiche fondamentali che deve possedere una struttura per essere considerata dog friendly?

I nostri suggerimenti per (quasi) tutto l’anno

Ecco quali strutture e mete vi suggeriamo per le vostre vacanze, consigli sfruttabili tutto l’anno e super testati:

  • La casetta nel bosco a Rossana (CN) è un luogo magico. Casetta piccola al suo interno, finemente arredata, con ampio giardino esterno e piscina privata. Un sogno. L’alternativa è “la Baita nel bosco”, appartamento più grande, proprio accanto alla casetta, con ampio giardino privato con al centro una romantica jacuzzi. I vostri cani potranno tranquillamente rilassarsi in giardino in completa sicurezza. Questa struttura immersa nella splendida Val Varaita, è comoda per raggiungere splendide passeggiate, ma se non ci si vuole spostare troppo, proprio dietro casa c’è un bel sentiero tra i boschi che costeggia un piccolo ruscello. Voto 10!
  • Spostandosi di poco (a circa mezz’ora di macchina da Rossana) consigliatissima una visita al Giardino Botanico di Saluzzo, Villa Bricherasio. Cani ovviamente ammessi!
  • Altro luogo incantato è la casa di Roberto e Franca, due anziani signori che hanno un’energia impressionabile, e che gestiscono due appartamenti a Thouraz di Sopra (Sarre), in provincia d’Aosta. Siamo a 1600m circa di altitudine, e proprio dietro casa parte un percorso che porta al Lago Faller (2400m). Attenzione! La struttura non è recintata. Non c’è un grosso passaggio di auto, e lo spazio esterno di proprietà della casa è veramente immenso.
  • Gita consigliata se si soggiorna da Roberto e Franca è quella verso il Lago d’Arpy. Dopo un ora di macchina, la si lascia in un ampio parcheggio e si prosegue a piedi per un’altra ora (passeggiata semplice, circa 100m di dislivello). Dopo una breve salita finale, si aprirà davanti ai vostri occhi un paesaggio da incanto. Mi raccomando, è molto frequentata, soprattutto da famiglie con bambini e cani. Quindi guinzaglio alla mano e rispetto per tutti!
  • Siete avventurieri? Vi consigliamo di provare un’esperienza unica: campeggiare per una più notti in Valle Argentera. Si tratta di una valle ampissima, gli spazi non sono un problema e si può campeggiare liberamente (da giugno a settembre si paga un piccolo pedaggio di 5€), con la comodità di lasciare non troppo distante l’auto. C’è un sentiero centrale che affaccia da un lato sui monti e dall’altro sul torrente Ripa. Scegliete il posto ideale per trascorrere la notte, spegnete qualsiasi luce e godetevi le stelle!

Se volete curiosare, abbiamo pubblicato un reel, sulla nostra pagina Instagram, che riassume le nostre vacanze.

E voi, quali mete e location ci suggerite?

Parliamo di ENCI, il primo passo nel nostro viaggio tra le razze canine.

golden retriver e pastore australiano

Che cos’è l’ENCI?

L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, è un’associazione di allevatori a carattere tecnico-economico e nasce nel 1982 con lo scopo principale di tutelare le razze canine pure, specialmente quelle italiane

migliorandone ed incrementandone l’allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l’impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi.

https://www.enci.it/enci

Organizza, inoltre, prove di lavoro (sulla base delle attitudini delle varie razze), ed esposizioni zootecniche, cioè expo che valutano che ogni esemplare presenti determinate caratteristiche, le quali definiscono gli standard di razza.

Si occupa, inoltre, di promuovere l’addestramento dei cani e gli allenamenti in sport venatori, l’addestramento per cani di utilità (ausiliari per portatori di handicap) e per la protezione civile (cani da salvataggio, soccorso ecc..).

razze canine
Da sx a dx: Chir, Lucy, Kea e Dream

Cosa sono gli standard di razza?

Come detto precedentemente, l’ENCI, ha lo scopo di mantenere e favorire gli standard delle razze canine, che corrispondono a determinate caratteristiche della sfera:

  • fisica
  • caratteriale
  • attitudinale

Attraverso le varie prove di lavoro, ed expo, si vogliono individuare i soggetti che più corrispondono agli standard definiti (per ciascuna razza), premiando tali soggetti per favorirli come “riproduttori”.

Il pedigree

L’ente che rilascia ufficialmente il pedigree è proprio l’ENCI. Si tratta dell’unico documento che attesta la “purezza di razza” di un soggetto.

In questo documento sono elencate e segnalate le linee di sangue (cioè l’albero genealogico) di ogni cane e indica se qualche avo ha ricevuto riconoscimenti di lavoro o di bellezza.

Molto importante è anche l’indicazione, che lo stesso ente segnala, circa gli esami obbligatori (ad esempio le lastre per la displasia) ai quali devono essere sottoposti i “riproduttori” e i genitori dei cuccioli di razza.

Perché è fondamentale avere questi esami clinici, prima di prendere il vostro tenero cucciolo di razza? Bisogna accertarsi che i genitori siano esenti da malattie genetiche tipiche di alcune razze, che possono essere trasmesse ai cuccioli.

Inizia il nostro viaggio

Parte da qui, il nostro meraviglioso viaggio tra le razze canine. E’ fondamentale, infatti, capire il ruolo dell’Enci nel mondo della cinofilia italiana, per poter poi approfondire i vari gruppi di razze, proprio create e organizzate da questo ente.

Una passeggiata da cani: le 10 Regole D’Oro.

le regole d'oro per la passeggiata con il cane

No, non ho sbagliato titolo. Oggi parliamo di una “passeggiata da cani” e vi elenco quelle che dovrebbero essere le dieci regole d’oro, per rendere perfetto questo momento.

Iniziamo subito!

Regola n° 1: lascia annusare

Non è necessario, in tutte le passeggiate quotidiane, fare una maratona. Non sono importanti i kilometri macinati in un tot minuti di camminata. La passeggiata è un momento dedicato completamente al proprio cane, quindi lasciamoli liberi di annusare il mondo che li circonda.

lascia annusare il tuo cane

Regola n° 2: varia il percorso

Che noia fare sempre e per sempre lo stesso giro dell’isolato. Creiamo il cambiamento, cambiamo percorso e scopriamo insieme posti nuovi. Fare sempre lo stesso giro prestabilito, oltre a rendere poco stimolante la passeggiata, potrebbe contribuire ad intensificare particolari comportamenti territoriali di alcuni soggetti.

Regola n° 3: evitiamo le guerre “da guinzaglio”

Ditemi che non lo avete fatto almeno una volta nella vita. Fare incrociare e conoscere i cani quando sono legati al guinzaglio, potrebbe essere la causa scatenante di guerre puniche. Annusandosi e girandosi intorno, cioè il modo in cui si conosco i cani, i guinzagli potrebbero annodarsi, creando quella tensione che potrebbe mettere in allarme uno dei soggetti e scatenare le classiche risse da marciapiede, che vedono impegnati gli accompagnatori bipedi in urli e danze volte allo sbrogliare il danno fatto.

Regola n° 4: sguardi e parole

La passeggiata è un importante momento di interazione tra cane e proprietario. Non dimentichiamoci che all’estremità del guinzaglio c’è il nostro amato cane e non è quello invisibile dei cabaret di magia. Cerchiamo il suo sguardo e lodiamolo ogni tanto con un bel sorriso e un “Bravo/a”.

Regola n° 5: via quel cellulare

Non esistono (o quasi) messaggi o chiamate che possono essere rimandate di qualche minuto. Quando si esce in passeggiata bisogna avere mille occhi e tutti puntati sul proprio cane e su quello che avviene nel mondo che ci circonda: macchine che passano, altri cani, incroci di vie, pericoli che possono essere ingurgitati. Whatsapp può attendere.

Regola n° 6: mobility a costo zero

Sfruttiamo quello che la città ci offre e facciamo divertire, in sicurezza il nostro cane. Panchine, ostacoli, gradini e paletti possono diventare il nostro campo per le migliori gare di mobility. Questo aiuterà a far acquisire sicurezza e competenze ai nostri cani, e a fargli apprezzare anche il contesto cittadino, che a volte può essere fonte di stress e paure, soprattutto per cani più timorosi o per i cuccioli.

Regola n°7: bocconcini in tasca

Riprendendo la regola precedente, se il vostro cane è particolarmente intimorito dal contesto della città, o da qualsiasi posto nuovo, ricordiamoci di portare con noi degli appetitosi bocconcini. Questi possiamo utilizzarli per premiare il nostro cane e rendere la passeggiata, oltre che divertente anche appetitosa.

Regola n° 8: libertà fa rima con responsabilità

Ogni tanto concediamo la libertà ai nostri quattro zampe! Ricordiamo però che liberare il cane in parchi (nelle aree non adibite) o passeggiare amabilmente con il proprio cane sul marciapiede non è consentito dalla legge, oltre ad essere molto pericoloso. Quindi se siamo sicuri del nostro richiamo e se non siamo un pericolo per gli altri umani e animali, lasciamogli godere un po’ di sana libertà. Su questo tema ritorneremo con un prossimo articolo. Un giusto compromesso è l’utilizzo della longhina, che permette la giusta libertà di movimento del cane, in completa sicurezza.. Ma attenzione al luogo che scegliamo: campi liberi o parchi tranquilli.

Regola n° 9: il cane si sporca

Non facciamo un dramma se il cane si sporca le zampe, si immerge nelle pozzanghere o se calpesta del fango. Le salviette apposite risolvono tutti i problemi!

i cani si sporcano
lascia che il cane cammini nel fango

Regola n°10: guinzaglio odi et amo

E’ fondamentale una corretta gestione del guinzaglio, che solitamente risulta essere una delle problematiche più diffuse tra i proprietari. Evitiamo di strattonare i cani, di tenere i guinzagli tesi e di arrotolarci il guinzaglio sulla mano, accorciandolo più del dovuto. Ricordiamoci che il guinzaglio trasmette tutte le nostre emozioni al cane: timori, paure e ansia, nostre, possono essere facilmente vissute indirettamente dai nostri cani.

E tu, che passeggiata fai? Ci siamo dimenticata qualche altra fondamentale regola? Raccontaci!

Se ti va, avevamo già scritto un articolo introduttivo sulla Passeggiata da cani

E ora, tutti fuori a passeggiare!

L’effetto Pigmalione in cinofilia. Questione di aspettative

Che cos’è l’effetto Pigmalione

Spesso citato in psicologia sociale e in sociologia, l’effetto Pigmalione è anche conosciuto con i termini “effetto Rosenthal” o “profezia che si autoadempie”.

I concetti fondamentali che sono alla base di questo effetto sono le aspettative e credenze delle persone e come queste abbiano una fondamentale influenza sulle nostre azioni.

L’esperimento

Lo psicologo Rosenthal, nel 1965, decide di studiare l’effetto dell’aspettativa degli insegnanti sul rendimento scolastico degli alunni

Agli insegnanti viene indicato il nome degli studenti che hanno ottenuto il punteggio più alto ad un test sull’intelligenza, sottoposto agli alunni precedentemente.

Quello che gli insegnanti non sanno, è che i nomi menzionati, sono di studenti assolutamente presi a caso. Un anno dopo, il ricercatore ripropone lo stesso test a tutti gli studenti, con il risultato che, gli alunni indicati, agli insegnanti, come più promettenti, hanno aumentato di diversi punti il loro risultato al test.

La conclusione

Le aspettative che gli insegnanti avevano sugli studenti definiti con un più alto QI (anche se questo non corrispondeva alla realtà), hanno probabilmente condizionato la qualità della relazione con questi alunni, e di conseguenza il rendimento dei soggetti.

Una spiegazione risiede nel fatto che la maggioranza delle persone, tende a conformarsi all’immagine che gli altri hanno di loro.

“Se pensano che quella determinata cosa io riesca a farla, allora mi metterò nelle condizioni di poterla fare”.

Si chiama “profezia che si autoadempie” proprio per questo motivo. Quando un individuo convinto o pauroso che si verifichino degli eventi futuri, modifica il suo comportamento sulla base delle aspettative, arrivando a causare gli effetti profetizzati.

E in cinofilia?

Vi starete chiedendo: “E tutto questo con i cani cosa c’entra?”.

Possiamo identificare almeno due aspetti legati al mondo della cinofilia e della relazione con il cane.

Dal punto di vista del professionista

E’ frequente imbattersi in professionisti del mondo della cinofilia (alcuni si sono dimenticati che umiltà, rispetto e gentilezza fanno parte della loro professione) che non si approccino nel modo corretto con i propri clienti. Spesso c’è il pregiudizio diffuso che, chi non è addetto al mestiere, sia profondamente ignorante, sciocco e poco collaborativo durante le sessioni di allenamento e formazione.

“Tanto non ci riuscirà mai”, “Ma sì, non si impegna”, “Non gli interessa veramente”.

Tutte queste affermazioni portano, quasi inevitabilmente, a rapportarsi con i propri clienti in maniera superficiale e disinteressata, mettendo un muro nella relazione che porta, a volte, a non comprendere le reali difficoltà di chi si rivolge ai professionisti perché bisognosi di consigli e indicazioni.

Allo stesso modo, il cliente, percependo, troppo spesso, questo poco coinvolgimento e pregiudizio nei propri confronti, si convince di non essere in grado di rapportarsi con il proprio cane, di non poter dare il massimo nella relazione, arrivando a demotivarsi e, di conseguenza, a non riuscire a mettere in pratica le indicazioni del professionista.

Nella relazione con il proprio cane?

Dobbiamo prendere in considerazione anche questo fattore.

Troppo spesso ci approcciamo con i pregiudizi nei confronti dei nostri cani. “Ah, questa cosa non la farà mai!”, “Al mio cane non piacciono gli altri, quindi evito di farlo socializzare”, “Ho un cane che dorme sempre, figurati se può fare uno sport”.

Al netto di evidenti e comprovati problemi fisici e comportamentali, spesso siamo noi a limitare eventuali comportamenti e prestazioni nei nostri cani. Siamo noi che abbiamo delle aspettative troppo basse, e a volte troppo alte, degli animali che vivono con noi.

Oltre, a volte, a non comprendere certi comportamenti e richieste, influenziamo con i nostri atteggiamenti e la nostra comunicazione non verbale, le azioni dei nostri cani, contribuendo a diminuire la qualità delle loro prestazioni (non parliamo solo in ambito sportivo).

Meno giudizi più fiducia

Questo potrebbe essere un consiglio utile sia per i colleghi professionisti (e lo ripetiamo come un mantra anche noi stesse), sia per quei proprietari che hanno pregiudizi (sia chiaro, spesso a fin di bene) sui propri cani.

Valutiamo, osserviamo, studiamo e agiamo. Questo vale per tutti.

Meritate vacanze

Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo

Buon Viaggio, Cesare Cremonini

E’ finalmente arrivato il momento di staccare un po’ la presa e andare in vacanza. Mai come in questo periodo stiamo sognando le ferie. Alcune di noi faranno le valige e partiranno per qualche giorno, altre invece si godranno brevi, ma intense, toccate e fughe in montagna o al mare.

E voi, cosa farete?

Sono stati mesi impegnativi, fatti di alti e bassi, è inutile negarlo.

C’è sempre la tendenza a mostrare solo e unicamente quello che succede di positivo, soprattutto se si è una realtà lavorativa e associativa come è la nostra. Non bisogna trasmettere negatività e, soprattutto, è assolutamente vietato parlare di difficoltà, fallimenti e sconfitte. In parte questo è vero.

Ma, credo, che sia doveroso affrontare (ogni tanto) anche queste tematiche, perchè chi ci legge possa effettivamente comprendere quanto sia complesso lavorare in un associazione, gestirla e fare in modo che il proprio lavoro sia apprezzato e valido.

Abbiamo deciso volontariamente di sospendere le attività di IAA, per riprogrammarle con serenità e maggiore sicurezza a partire da settembre. Questa scelta, ovviamente, non è stata fatta a cuor leggero, ma abbiamo pesato e considerato tutte le possibilità, e siamo giunte alla conclusione che la nostra sicurezza e quella degli utenti coinvolti è fondamentale. Ritornerà, dunque, il momento in cui sentiremo di nuovo quella bellissima sensazione adrenalinica del pre e post attività, è sarà semplicemente fantastico!

L’emergenza Covid 19, però, ci ha fatto scoprire e ci ha necessariamente spronato a sfruttare il mondo dell’internet. Abbiamo organizzato, quindi, il nostro primissimo seminario in versione webinar, che ha visto la partecipazione di numerosissime persone provenienti da tutta Italia (e anche dalla Spagna).

Sempre nel periodo del lockdown, è nato il Paw Magazine, cioè la nostra newsletter, dove mensilmente vi raccontiamo di noi e della vita associativa, parliamo di cinofilia, e vi informiamo con news e curiosità dal mondo animale.

A proposito, se non siete ancora iscritti, qui sotto il link per rimediare (quella di luglio deve ancora partire):

https://mailchi.mp/1db3d8a5c88e/newsletter-e-paw-regalo

La quarantena è stata inoltre un momento per divertirci con i nostri cani e per giocare con la fantasia. Abbiamo, infatti, realizzato una serie di video che abbiamo chiamato #pawtherapytiraccontaunastoria, in cui le nostre Paw Girls si sono improvvisate bravissime voci fuori campo nel raccontare storie, e i nostri terapisti a 4 zampe attori degni di una stella sulla Walk of Fame.

Trovi tutti i video sulla nostra pagina Instagram, sezione IGTV:

https://www.instagram.com/paw_therapy/

La nostra Paw School, invece, è ripartita e continuano, nella Paw Caverna, le lezioni con cuccioli e cani adulti.

Vi ho raccontato tutto questo per dirvi che, nonostante il bellissimo lavoro che facciamo, sono tante le difficoltà da affrontare (anche senza lo zampino del Covid) ma questo non ci abbatte e noi continuiamo con la stessa forza e costanza a portare avanti questo bellissimo progetto che è Paw Therapy.

A tal proposito. Fra qualche giorno stacchremo la spina, è vero, ma questo non vuol dire che ci fermiamo completamente. Abbiamo un sacco di novità in serbo per la nuova stagione. Nuovi progetti per gli IAA e la cinofilia e un grosso obiettivo che vorremmo realizzare entro il 2021, ma su cui dobbiamo iniziare a lavorare sin da subito e tanto altro ancora.

Prima di salutarvi, vi lascio alcuni consigli di lettura, e non solo, per l’estate.

Da leggere:

  • i professionisti della cinofilia non possono non leggere Dogs
  • un libro particolare sugli animali è Bestiale, per chi è curioso di conoscere alcune star di Hollywood
  • se invece amate i cani, non potete perdervi L’arte di correre sotto la pioggia (preparate i fazzoletti)

Da ascoltare:

Il Gorilla ce l’ha piccolo, podcast fantastico pieno di curiosità sul mondo animale

Da vedere:

Truman, un vero amico è per sempre, bellissimo film in cui si riscopre il valore dell’amicizia proprio grazie al cane Truman

E’ proprio giunto il momento.

Buone ferie. Ci vediamo a settembre.

Neonati e cani, il giusto approccio

Arriva un neonato… Come reagirà il cane?

L’arrivo di un bimbo è sempre una grande gioia, ancora di più se condivisa con i propri cani. Molte persone giustamente si chiedono come possa procedere questa convivenza e alcune, purtroppo poco informate, si spaventano all’idea che un cane possa convivere con un neonato e pensano di non potercela fare.

In realtà se si usano le giuste accortezze e si conosce bene il proprio cane si possono attuare degli accorgimenti per vivere in serenità.

Come gestire neonato e cane

Importante è cercare di non stressare troppo il cane in questo grande cambiamento che coinvolge tutta la famiglia. Innanzitutto è utile mediare le prime annusatine del cane al bambino, facendogli capire che ciò che sta conoscendo attraverso l’olfatto è positivo, oltre a condividere, per quanto sia possibile, gli stessi spazi di prima.

Cercare di dedicare al cane del tempo e dello svago e rassicurarlo quando il neonato piange. Alcuni cani infatti sembrano andare in ansia al suono del pianto. Bisogna quindi offrire al cane degli spazi dove può appartarsi e stare tranquillo.

Fare attenzione anche all’uso di carrozzine, passeggini, ecc. con cui il cane ha bisogno di prendere familiarità. 

L’interazione ovviamente va sempre mediata dal genitore per la sicurezza del piccolo. Al cane dovrà essere permesso di rimanere vicino alla mamma mentre accudisce il bimbo, premiandolo per il suo comportamento calmo.

Si aumenteranno così le interazioni positive mentre il bambino è presente, ma si dovrà sempre controllare che non aumenti troppo l’eccitazione: può essere un segnale di pericolo. 

Inoltre fondamentale è vivere questo periodo con serenità per non trasmettere né al bimbo né al cane ansia e preoccupazione. In questo modo entrambi avranno la possibilità di iniziare a gettare le basi di quel magico legame che può esserci tra un bambino ed il proprio cane! 

Sara

Dal banco al campo negli Interventi Assistiti con Animali (IAA)

Hai appena concluso un percorso di formazione in IAA? Sei finalmente diventato, dopo sacrifici e tante soddisfazioni, un responsabile di progetto, referente d’intervento, coadiutore del cane, gatto, coniglio, asino e cavallo? Vedi, commosso e felice, il tuo nome inserito sul magico portale Digital Pet? Bene allora questo articolo è tutto per te!

Innanzitutto COMPLIMENTI COLLEGA!

Ora tira un bel respiro di sollievo e dopo esserti goduto quest’attimo di gloria puoi farti la classica domanda che a questo punto sorge spontanea: e ora cosa faccio?” Cerchiamo di capirlo insieme.

Mettiti in gioco

Il mio consiglio è quello di dedicarti ad un periodo di tirocinio pratico, inizierai cosi a metterti in gioco e cimentarti nel mondo degli IAA, con una rete di salvataggio composta da professionisti esperti pronti a dare consigli utili e correggere gli errori che è fisiologico commettere. Sia che tu scelga di frequentare un corso di specializzazione (alcune scuole di formazione prevedono un prolungamento, facoltativo, degli studi proprio dedicato a
questo) sia che tu decida di darti allo “stalkeraggio” seriale delle associazioni già esistenti, la parola d’ordine è una: PROVARE!

Il Tutoraggio

Paw Therapy per esempio offre un servizio di tutoraggio di cui in effetti io mi sento la capostipite; e si, perché anche io, appena terminati gli studi e in attesa di sostenere l’esame finale di abilitazione come coadiutore, avevo con me uno zainetto pieno di conoscenze teoriche e tanto entusiasmo ma nessuna esperienza. La strada da me scelta è stata quello dello “stalkeraggio” seriale ovviamente! Dopo un primo contatto telefonico con la Presidente Veronica e la Vice Presidente Alessia, abbiamo concordato un appuntamento conoscitivo nel quale ci siamo annusate e abbiamo deciso che ci piacevamo.

Dopodiché ho iniziato a partecipare come osservatrice ad alcuni incontri di IAA con diverse tipologie di utenze: anziani, bambini, persone con disagio psichico e a vedere i diversi approcci usati. Durante le sedute mi prestavo come aiutante nel fare foto e video e al termine partecipavo al briefing, momento in cui referente e coadiutore si danno un feedback su come sia andato l’incontro in cui ogni domanda, dubbio o perplessità veniva spiegato insieme alla rivelazione di qualche trucchetto pratico, sempre utilissimo da
aggiungere allo zainetto che iniziava a diventare sempre più pesante per mia grande gioia. Pian piano ho conosciuto tutto lo staff di Paw Therapy (umano e quadrupede) ed ho partecipato a qualche riunione di equipe ed agli allenamenti con la mia cagnolina Cloe. Una volta ricevuto il titolo di referente d’intervento e di coadiutore del cane gatto e coniglio sono entrata a far parte della Paw Family come collaboratrice e ho iniziato a partecipare attivamente come coadiutore e come referente, inizialmente con la supervisione delle colleghe più esperte.

Un aspetto molto importante che Paw Therapy cura durante questo percorso di tutoraggio è quello relativo ai progetti; perché durante la scuola non se ne parla ma mai abbastanza! All’atto pratico sarà proprio il progetto quello che determinerà la realizzazione dei nostri IAA, l’idea, la stesura, la presentazione, la presa dei contatti e la rincorsa del contatto, le modalità di comunicazione e mediazione. Sono tutte parti importantissime e molto delicate che si possono imparare solo nella pratica.

Scopri come funziona il servizio di Tutoraggio offerto dall’associazione e non esitare a contattare le Paw Girls per chiedere informazioni aggiuntive

Continuo studio e allenamenti

Un altro pezzo fondamentale da aggiungere allo zainetto (ormai diventato una valigia) resta la formazione! Certo perché non si conclude tutto con l’acquisizione del titolo, ma anzi questo sarà solo un punto di partenza per poter continuare a formarsi, colmare lacune a stimolare la nostra curiosità!

In questo Paw Therapy offre tantissimi seminari con professionisti non solo dell’associazione, ma anche del mondo cinofilo aprendo molteplici spunti di riflessione e crescita.
L’allenamento con i nostri amati animali co-terapeuti resta un punto fondamentale. L’allenamento quotidiano, su aspetti lavorativi e su potenziali imprevisti, serve ad aumentare le nostre capacità di problem solving e a diventare più flessibili nella gestione degli imprevisti che in attività sono all’ordine del giorno!

Insomma, è un lavoro duro ma lo abbiamo scelto e per farlo ci vuole tanta passione, impegno e pazienza. Non avere paura di scendere in campo, mettiti in gioco!

Ricorda solo chi sogna può volare. Solo tu puoi trasformare il tuo sogno in realtà mettendo in pratica tutto quello che hai studiato e restando disponibile ad imparare ancora tanto, sempre!

In bocca al lupo. E ovviamente.. W il lupo!!!

Roberta

Uomo-animale: un labile confine

Nel mondo occidentale si tende ad opporre e distinguere l’uomo dagli altri animali.

Natura vs Cultura nell’ottica umanista

Nell’utilizzo della contrapposizione uomo/animale viene così delineata una differenza, un confine, fra l’animale uomo e tutti gli altri animali, in cui si rifrange la contrapposizione tra natura e cultura, dove l’animale sta a significare la natura e la cultura viene eletta come caratteristica esclusiva dell’uomo. L’umanità solitamente viene definita come lo scarto fra la cultura umana e la natura animale e l’animalità viene intesa come l’insieme delle caratteristiche negative dell’uomo (come le pulsioni istintuali, la corporeità ecc). Solo l’essere umano, predisposto al sapere ma sempre in bilico tra umanità e bestialità, procede verso l’autorealizzazione. Il mondo animale, per gli umanisti, sembra quindi essere il modello negativo da cui l’uomo può e deve separarsi.

Il confine si assottiglia

Lévi-Strauss parla di una «linea di demarcazione fra natura e cultura tenue e tortuosa» e si domanda se essa non sia altro che «una creazione artificiale della cultura umana», una barriera, «un’opera difensiva messa in atto
dall’umanità allo scopo di affermare la propria esistenza e rivendicare la propria originalità». Tale confine diventa quindi labile e lascia spazio a somiglianze, comunanze e analogie col mondo animale.

Anche secondo Marchesini l’uomo nega ciò che può erodere ed abbattere quei confini – in verità molto labili – che stabiliscono la sua unicità. L’animale diventa quindi assolutamente indispensabile all’uomo, una fonte di attrazione e lo specchio per incontrare sé stessi. Il confine tra l’uomo e le altre specie di conseguenza non è mai stato rigido e definito, piuttosto aperto a scambi e contaminazioni.

E il cane?

In un’ottica più moderna, viene spontaneo pensare ai nostri cani: quando alcune volte ci sembra di essere sulla stessa lunghezza d’onda intendendoci con un solo sguardo; quando altre volte il binomio uomo-cane si somiglia fisicamente e caratterialmente; o ancora quando in svariate professioni il cane diventa un compagno indispensabile (ad es. conduzione greggi, salvataggio, ricerca dispersi, polizia giudiziaria, I.A.A., assistenza ecc.); e, infine, quando ci si sente persi senza la sua presenza. Se si pensa ad una persona non vedente, questi concetti vengono ulteriormente amplificati. Il cane rappresenta in tutto e per tutto un prolungamento di sé, sia per ciò che concerne la propria autonomia, sia per il legame che si viene a creare. È una “persona sicura” alla quale afFIDARSI. Il rapporto diventa talmente stretto da essere simbiotico e la profonda conoscenza reciproca permette di saper cogliere con precisione ogni sfaccettatura caratteriale e/o movimento corporeo, talvolta ancor prima che accada.

La svolta dell’etologia cognitiva

La differenza fra umano e animale non è perciò riconducibile a quella fra
intelligenza ed istinto, in quanto, con l’affermarsi dell’etologia cognitiva, si è dimostrata l’esistenza di forme di apprendimento, comportamenti simbolici, linguaggi e culture presenti, in modi e in gradi diversi, anche presso gli animali. Di conseguenza è stato allargato e ridefinito anche lo stesso concetto di cultura. L’etologia perciò mette in crisi il margine esistente tra uomo e animale estendendo anche ad animali “altri” la capacità di produrre cultura.

Per quanto riguarda l’istinto, invece, nonostante sia difficile distinguere nel comportamento dei cuccioli animali cosa derivi dall’istinto e cosa dall’imitazione, bisogna ammettere che se un qualsiasi animale sociale viene isolato fin da cucciolo, invece che manifestare istinti e comportamenti tipici della sua specie, presenta carenze fisiche, fisiologiche e neurologiche, così come accadrebbe a un neonato se fosse sottratto al proprio ambiente sociale e culturale. Già prima della nascita dell’etologia, Darwin aveva sottolineato una continuità tra uomo e animale anche in seno al comportamento, affermando che quest’ultimo sarebbe una modificazione del comportamento delle scimmie.

In conclusione, gli animali sono esseri abbastanza simili a noi da condividere emozioni, sentimenti, memorie e al tempo stesso abbastanza diversi da diventare una continua fonte di meraviglia, stupore apprendimento per noi esseri umani.

Alice

La passeggiata con il cane: cosa, come e perchè.

La passeggiata con il cane, siamo sicuri che sia davvero solo ed unicamente una passeggiata?

Che significati racchiude il “mettere al guinzaglio il cane” ed uscire insieme?Il cane ha necessità di uscire solo per espletare i suoi bisogni fisiologici?

Cerchiamo di scoprirlo insieme..

I bisogni fisiologici del cane possono essere paragonati ai nostri e tra questi rientrano: la necessità di cibo e acqua, il dormire, e il poter espletare la necessità di urinare e defecare. Questi sono necessari per sopravvivere, quindi DOBBIAMO assolutamente soddisfarli. Ma un cane, i cui proprietari si occupano solo di soddisfare queste necessità, non lo rendono un cane felice.

Allora come possiamo avere un cane soddisfatto e felice?

Il segreto è proprio nella famosa passeggiata di cui parlavamo prima.

La passeggiata

L’uscita con il cane racchiude in sé la possibilità di permettere al cane di scoprire il mondo e conoscerlo, interagire con i suoi simili e con specie diverse, condividere esperienze con la sua “famiglia-branco”.

Il cane ha la necessità e un istinto innato di CURIOSITA’, che gli permette di avere la voglia e il bisogno di conoscere ciò che lo circonda e noi, suoi compagni di vita, glielo dobbiamo permettere e, anzi, condividere con lui queste scoperte. Pensiamo ad un cucciolo, che per le prime volte passeggia in città, in campagna o in un bosco, lo vedrete sicuramente entusiasta di annusare, assaggiare e vedere un mondo nuovo: noi non dobbiamo tenerlo “sotto una campana di vetro”, ma interagire con lui, fargli scoprire la gioia di rincorrere un bastoncino lanciato, di accompagnarlo a bagnarsi le zampe in una pozzanghera, e di consentirgli di conoscere persone nuove e altri cani.

L’incontro tra cani

Parliamo, quindi, di un altro aspetto importante. L’incontro con gli altri cani. Come? Dove? Chi?

Dobbiamo assolutamente sottolineare l’importanza della socializzazione dei nostri cani,ma con attenzione e criterio. Dobbiamo selezionare i cani con cui facciamo interagire il nostro compagno a 4 zampe, perché è importante fornirgli esperienze positive, e per farlo evitiamo assolutamente l’incontro al guinzaglio.

I nostri cani sono dei bravissimi comunicatori, sanno farsi comprendere, ma se noi li teniamo al guinzaglio gli impediamo moltissimi movimenti e spostamenti e rischiamo di favorire liti e incomprensioni.

Non pensiamo di risultare maleducati o asociali se non ci avviciniamo a tutti, ma anzi saremo proprietari responsabili e tutelanti, ciò che si meritano i nostri cani. Scegliamo, quindi, luoghi ideali in cui liberare i nostri 4 zampe.

Che strada prendiamo?

Un altro aspetto importantissimo è il giro che scegliamo di fare ogni giorno con il nostro cane. Se lo portiamo sempre e solo negli stessi posti non gli permettiamo di sentire odori nuovi, di fare esperienze nuove e di conoscere cani e persone nuove. Inoltre, sopratutto in cani molto territoriali rischiamo di favorire il fatto che loro riconoscano come di loro proprietà le strade e i sentieri che percorriamo sempre, proprio perché marcheranno il territorio. Se si innescherà tale meccanismo il cane, in questi luoghi, potrebbe dimostrarsi più reattivo ed aggressivo nei confronti di persone ed animali che incontrerà su quello che reputa “il suo posto” perché penserà di doverlo difendere da estranei.

Quindi, modificando il percorso il più spesso possibile, il nostro 4 zampe sarà sempre alla scoperta di posti nuovi.

Meritata libertà

Ricordiamoci anche di permettere, quanto più possibile, ai nostri cani di correre ed esplorare liberi, senza guinzaglio. Certo, dobbiamo farlo in modo responsabile: scegliere posti in cui il cane sia in sicurezza e che non crei danni e problemi ad altre persone. Ma l’aspetto ancora più necessario e fondamentale è che il proprietario abbia un ottimo controllo in modo da potersi fidare del proprio cane, sopratutto quando è libero.

Con queste “semplici” regole possiamo davvero rendere felice e soddisfatto il nostro cane, rendendolo più sicuro di se, cercando di evitare, quindi, atti distruttivi, ansie da separazione o comportamenti aggressivi verso cani e persone. Siamo sicuri che un piccolo impegno faciliterà e renderà serena la vostra convivenza con il vostro amico a 4 zampe.

Alessia