La museruola: come, dove e perché.

pastore australiano con museruola in treno
pastore australiano con museruola in treno

La museruola per il cane è uno strumento spesso demonizzato e non compreso. In questo articolo vi spiegheremo perché e in quali casi è necessario utilizzare e avere la museruola, quale tipo di museruola consigliamo, e come abituare il cane al suo utilizzo.

Cosa dice la legge?

Iniziamo con il capire cosa ci dice la legge in merito alla museruola per il cane, nello specifico vi riportiamo un estratto dell’ordinanza del 6 Agosto 2013 del Ministero della Salute:

[…] utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti.

La museruola è obbligatoria?

Leggendo attentamente l’ordinanza ci si rende conto che l’utilizzo della museruola per il cane non è obbligatoria.
Quello che la legge prescrive è il fatto di portare sempre con se la museruola, e farla indossare al cane quando richiesto dalle autorità preposte, comportando una sanzione in caso di rifiuto (multa tra i 50€ e 300€).

Dove è obbligatorio indossarla?

A differenza di quanto si pensi, non esiste un elenco di razze per cui la museruola è obbligatoria (a meno che non ci siano problemi di aggressività e specifiche indicazioni per un determinato soggetto, indipendentemente dalla razza).
Esistono, però, alcuni luoghi pubblici dove l’utilizzo di questo strumento è obbligo di legge. Uno di questi, ad esempio è il treno, in particolar modo per cani di taglia media/grossa che non possono trascorrere l’intero viaggio in un trasportino.

Perché occorre utilizzare la museruola?

In alcuni casi è molto importante che il cane indossi la museruola. Per esempio nel caso dovessimo portare con noi il nostro cane sui mezzi pubblici (come ad esempio il treno), in luoghi molto affollati con un elevata presenza di bambini, o dove sono presenti molti cani. Tutto questo per impedire che, a prescindere dal grado di aggressività e imprevedibilità del cane, possano accadere episodi di attacco e morso, verso altri cani o soggetti più deboli come i bambini.

Come abituare il cane all’utilizzo della museruola?

Nei nostri percorsi di educazione, prevediamo sempre una parte dedicata all’approccio e all’utilizzo della museruola. Questo perché, come abbiamo visto, può succedere di trovarci in situazioni in cui siamo costretti a far indossare la museruola al nostro cane. Dunque è fondamentale che il cane sia abituato allo strumento in modo da non rendergli traumatico il suo utilizzo, anche se dovrà indossarla una sola volta nella sua vita.

Passiamo alla pratica

Usiamo il buon senso. Non pensiamo di comprare la museruola e infilarla a forza sul muso del cane. Assolutamente vietato! Come sempre, quando parliamo di educare il nostro cane, dobbiamo partire dal presupposto che tutto deve avvenire in maniera graduale e assecondando i tempi del quattro zampe. Ci saranno cani che impareranno velocemente, altri che impiegheranno più tempo.

Di seguito alcuni nostri consigli su come “far piacere” la museruola al nostro cane:

  • sporcare la museruola con odori e sapori appetibili per il cane (ad esempio formaggio spalmabile, pezzi di wurstel all’interno della “gabbia” della museruola, e chi più ne ha più ne metta);
  • iniziare con piccole sessioni di inserimento della museruola: far indossare, senza agganciare e chiudere, la museruola al cane per pochissimi secondi e toglierla;
  • quando il cane sarà abituato allo strumento, provare a chiudere la museruola, anche in questo caso per pochi secondi;
  • non ci preoccupiamo di fare qualche passo indietro, se il cane ci dice che non è pronto, non velocizziamo i tempi;
  • quando riusciremo ad agganciare e chiudere la museruola, allora sarà il momento di fare qualche passo con il cane al guinzaglio o in libertà;
  • se il cane tenta di togliersi la mascherina con le zampe, aumentare il passo e tentare di distrarre il cane;
  • beve, corre e gioca con la museruola indossata? Ok, ottimo lavoro!

Quale museruola vi consigliamo?

Partiamo con il dirvi che sconsigliamo la museruola di stoffa, perché impedisce al cane una corretta respirazione.

La museruola che riteniamo migliore è… Rullo di tamburi… della marca Baskervill. Sono disponibili dimensioni e colori diversi e hanno una gabbia sufficientemente ampia da permettere al cane di temere il muso aperto, di respirare correttamente, di mangiare e di bere. Inoltre, basta immergerla in un po’ di acqua calda per qualche minuto per renderla più malleabile e, all’occorrenza modellarla al muso del cane.

cane con museruola

Allora, vi abbiamo convinto?
Insegniamo ai nostri cani ad utilizzare la museruola, aiutiamoli ad abituarsi ad indossarla e saremo sicuri che, nel caso fosse richiesto, i nostri quattro zampe non vivranno questo momento con disagio.

Parliamo di ENCI, il primo passo nel nostro viaggio tra le razze canine.

golden retriver e pastore australiano

Che cos’è l’ENCI?

L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, è un’associazione di allevatori a carattere tecnico-economico e nasce nel 1982 con lo scopo principale di tutelare le razze canine pure, specialmente quelle italiane

migliorandone ed incrementandone l’allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l’impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi.

https://www.enci.it/enci

Organizza, inoltre, prove di lavoro (sulla base delle attitudini delle varie razze), ed esposizioni zootecniche, cioè expo che valutano che ogni esemplare presenti determinate caratteristiche, le quali definiscono gli standard di razza.

Si occupa, inoltre, di promuovere l’addestramento dei cani e gli allenamenti in sport venatori, l’addestramento per cani di utilità (ausiliari per portatori di handicap) e per la protezione civile (cani da salvataggio, soccorso ecc..).

razze canine
Da sx a dx: Chir, Lucy, Kea e Dream

Cosa sono gli standard di razza?

Come detto precedentemente, l’ENCI, ha lo scopo di mantenere e favorire gli standard delle razze canine, che corrispondono a determinate caratteristiche della sfera:

  • fisica
  • caratteriale
  • attitudinale

Attraverso le varie prove di lavoro, ed expo, si vogliono individuare i soggetti che più corrispondono agli standard definiti (per ciascuna razza), premiando tali soggetti per favorirli come “riproduttori”.

Il pedigree

L’ente che rilascia ufficialmente il pedigree è proprio l’ENCI. Si tratta dell’unico documento che attesta la “purezza di razza” di un soggetto.

In questo documento sono elencate e segnalate le linee di sangue (cioè l’albero genealogico) di ogni cane e indica se qualche avo ha ricevuto riconoscimenti di lavoro o di bellezza.

Molto importante è anche l’indicazione, che lo stesso ente segnala, circa gli esami obbligatori (ad esempio le lastre per la displasia) ai quali devono essere sottoposti i “riproduttori” e i genitori dei cuccioli di razza.

Perché è fondamentale avere questi esami clinici, prima di prendere il vostro tenero cucciolo di razza? Bisogna accertarsi che i genitori siano esenti da malattie genetiche tipiche di alcune razze, che possono essere trasmesse ai cuccioli.

Inizia il nostro viaggio

Parte da qui, il nostro meraviglioso viaggio tra le razze canine. E’ fondamentale, infatti, capire il ruolo dell’Enci nel mondo della cinofilia italiana, per poter poi approfondire i vari gruppi di razze, proprio create e organizzate da questo ente.

Una passeggiata da cani: le 10 Regole D’Oro.

le regole d'oro per la passeggiata con il cane

No, non ho sbagliato titolo. Oggi parliamo di una “passeggiata da cani” e vi elenco quelle che dovrebbero essere le dieci regole d’oro, per rendere perfetto questo momento.

Iniziamo subito!

Regola n° 1: lascia annusare

Non è necessario, in tutte le passeggiate quotidiane, fare una maratona. Non sono importanti i kilometri macinati in un tot minuti di camminata. La passeggiata è un momento dedicato completamente al proprio cane, quindi lasciamoli liberi di annusare il mondo che li circonda.

lascia annusare il tuo cane

Regola n° 2: varia il percorso

Che noia fare sempre e per sempre lo stesso giro dell’isolato. Creiamo il cambiamento, cambiamo percorso e scopriamo insieme posti nuovi. Fare sempre lo stesso giro prestabilito, oltre a rendere poco stimolante la passeggiata, potrebbe contribuire ad intensificare particolari comportamenti territoriali di alcuni soggetti.

Regola n° 3: evitiamo le guerre “da guinzaglio”

Ditemi che non lo avete fatto almeno una volta nella vita. Fare incrociare e conoscere i cani quando sono legati al guinzaglio, potrebbe essere la causa scatenante di guerre puniche. Annusandosi e girandosi intorno, cioè il modo in cui si conosco i cani, i guinzagli potrebbero annodarsi, creando quella tensione che potrebbe mettere in allarme uno dei soggetti e scatenare le classiche risse da marciapiede, che vedono impegnati gli accompagnatori bipedi in urli e danze volte allo sbrogliare il danno fatto.

Regola n° 4: sguardi e parole

La passeggiata è un importante momento di interazione tra cane e proprietario. Non dimentichiamoci che all’estremità del guinzaglio c’è il nostro amato cane e non è quello invisibile dei cabaret di magia. Cerchiamo il suo sguardo e lodiamolo ogni tanto con un bel sorriso e un “Bravo/a”.

Regola n° 5: via quel cellulare

Non esistono (o quasi) messaggi o chiamate che possono essere rimandate di qualche minuto. Quando si esce in passeggiata bisogna avere mille occhi e tutti puntati sul proprio cane e su quello che avviene nel mondo che ci circonda: macchine che passano, altri cani, incroci di vie, pericoli che possono essere ingurgitati. Whatsapp può attendere.

Regola n° 6: mobility a costo zero

Sfruttiamo quello che la città ci offre e facciamo divertire, in sicurezza il nostro cane. Panchine, ostacoli, gradini e paletti possono diventare il nostro campo per le migliori gare di mobility. Questo aiuterà a far acquisire sicurezza e competenze ai nostri cani, e a fargli apprezzare anche il contesto cittadino, che a volte può essere fonte di stress e paure, soprattutto per cani più timorosi o per i cuccioli.

Regola n°7: bocconcini in tasca

Riprendendo la regola precedente, se il vostro cane è particolarmente intimorito dal contesto della città, o da qualsiasi posto nuovo, ricordiamoci di portare con noi degli appetitosi bocconcini. Questi possiamo utilizzarli per premiare il nostro cane e rendere la passeggiata, oltre che divertente anche appetitosa.

Regola n° 8: libertà fa rima con responsabilità

Ogni tanto concediamo la libertà ai nostri quattro zampe! Ricordiamo però che liberare il cane in parchi (nelle aree non adibite) o passeggiare amabilmente con il proprio cane sul marciapiede non è consentito dalla legge, oltre ad essere molto pericoloso. Quindi se siamo sicuri del nostro richiamo e se non siamo un pericolo per gli altri umani e animali, lasciamogli godere un po’ di sana libertà. Su questo tema ritorneremo con un prossimo articolo. Un giusto compromesso è l’utilizzo della longhina, che permette la giusta libertà di movimento del cane, in completa sicurezza.. Ma attenzione al luogo che scegliamo: campi liberi o parchi tranquilli.

Regola n° 9: il cane si sporca

Non facciamo un dramma se il cane si sporca le zampe, si immerge nelle pozzanghere o se calpesta del fango. Le salviette apposite risolvono tutti i problemi!

i cani si sporcano
lascia che il cane cammini nel fango

Regola n°10: guinzaglio odi et amo

E’ fondamentale una corretta gestione del guinzaglio, che solitamente risulta essere una delle problematiche più diffuse tra i proprietari. Evitiamo di strattonare i cani, di tenere i guinzagli tesi e di arrotolarci il guinzaglio sulla mano, accorciandolo più del dovuto. Ricordiamoci che il guinzaglio trasmette tutte le nostre emozioni al cane: timori, paure e ansia, nostre, possono essere facilmente vissute indirettamente dai nostri cani.

E tu, che passeggiata fai? Ci siamo dimenticata qualche altra fondamentale regola? Raccontaci!

Se ti va, avevamo già scritto un articolo introduttivo sulla Passeggiata da cani

E ora, tutti fuori a passeggiare!

L’effetto Pigmalione in cinofilia. Questione di aspettative

Che cos’è l’effetto Pigmalione

Spesso citato in psicologia sociale e in sociologia, l’effetto Pigmalione è anche conosciuto con i termini “effetto Rosenthal” o “profezia che si autoadempie”.

I concetti fondamentali che sono alla base di questo effetto sono le aspettative e credenze delle persone e come queste abbiano una fondamentale influenza sulle nostre azioni.

L’esperimento

Lo psicologo Rosenthal, nel 1965, decide di studiare l’effetto dell’aspettativa degli insegnanti sul rendimento scolastico degli alunni

Agli insegnanti viene indicato il nome degli studenti che hanno ottenuto il punteggio più alto ad un test sull’intelligenza, sottoposto agli alunni precedentemente.

Quello che gli insegnanti non sanno, è che i nomi menzionati, sono di studenti assolutamente presi a caso. Un anno dopo, il ricercatore ripropone lo stesso test a tutti gli studenti, con il risultato che, gli alunni indicati, agli insegnanti, come più promettenti, hanno aumentato di diversi punti il loro risultato al test.

La conclusione

Le aspettative che gli insegnanti avevano sugli studenti definiti con un più alto QI (anche se questo non corrispondeva alla realtà), hanno probabilmente condizionato la qualità della relazione con questi alunni, e di conseguenza il rendimento dei soggetti.

Una spiegazione risiede nel fatto che la maggioranza delle persone, tende a conformarsi all’immagine che gli altri hanno di loro.

“Se pensano che quella determinata cosa io riesca a farla, allora mi metterò nelle condizioni di poterla fare”.

Si chiama “profezia che si autoadempie” proprio per questo motivo. Quando un individuo convinto o pauroso che si verifichino degli eventi futuri, modifica il suo comportamento sulla base delle aspettative, arrivando a causare gli effetti profetizzati.

E in cinofilia?

Vi starete chiedendo: “E tutto questo con i cani cosa c’entra?”.

Possiamo identificare almeno due aspetti legati al mondo della cinofilia e della relazione con il cane.

Dal punto di vista del professionista

E’ frequente imbattersi in professionisti del mondo della cinofilia (alcuni si sono dimenticati che umiltà, rispetto e gentilezza fanno parte della loro professione) che non si approccino nel modo corretto con i propri clienti. Spesso c’è il pregiudizio diffuso che, chi non è addetto al mestiere, sia profondamente ignorante, sciocco e poco collaborativo durante le sessioni di allenamento e formazione.

“Tanto non ci riuscirà mai”, “Ma sì, non si impegna”, “Non gli interessa veramente”.

Tutte queste affermazioni portano, quasi inevitabilmente, a rapportarsi con i propri clienti in maniera superficiale e disinteressata, mettendo un muro nella relazione che porta, a volte, a non comprendere le reali difficoltà di chi si rivolge ai professionisti perché bisognosi di consigli e indicazioni.

Allo stesso modo, il cliente, percependo, troppo spesso, questo poco coinvolgimento e pregiudizio nei propri confronti, si convince di non essere in grado di rapportarsi con il proprio cane, di non poter dare il massimo nella relazione, arrivando a demotivarsi e, di conseguenza, a non riuscire a mettere in pratica le indicazioni del professionista.

Nella relazione con il proprio cane?

Dobbiamo prendere in considerazione anche questo fattore.

Troppo spesso ci approcciamo con i pregiudizi nei confronti dei nostri cani. “Ah, questa cosa non la farà mai!”, “Al mio cane non piacciono gli altri, quindi evito di farlo socializzare”, “Ho un cane che dorme sempre, figurati se può fare uno sport”.

Al netto di evidenti e comprovati problemi fisici e comportamentali, spesso siamo noi a limitare eventuali comportamenti e prestazioni nei nostri cani. Siamo noi che abbiamo delle aspettative troppo basse, e a volte troppo alte, degli animali che vivono con noi.

Oltre, a volte, a non comprendere certi comportamenti e richieste, influenziamo con i nostri atteggiamenti e la nostra comunicazione non verbale, le azioni dei nostri cani, contribuendo a diminuire la qualità delle loro prestazioni (non parliamo solo in ambito sportivo).

Meno giudizi più fiducia

Questo potrebbe essere un consiglio utile sia per i colleghi professionisti (e lo ripetiamo come un mantra anche noi stesse), sia per quei proprietari che hanno pregiudizi (sia chiaro, spesso a fin di bene) sui propri cani.

Valutiamo, osserviamo, studiamo e agiamo. Questo vale per tutti.

Neonati e cani, il giusto approccio

Arriva un neonato… Come reagirà il cane?

L’arrivo di un bimbo è sempre una grande gioia, ancora di più se condivisa con i propri cani. Molte persone giustamente si chiedono come possa procedere questa convivenza e alcune, purtroppo poco informate, si spaventano all’idea che un cane possa convivere con un neonato e pensano di non potercela fare.

In realtà se si usano le giuste accortezze e si conosce bene il proprio cane si possono attuare degli accorgimenti per vivere in serenità.

Come gestire neonato e cane

Importante è cercare di non stressare troppo il cane in questo grande cambiamento che coinvolge tutta la famiglia. Innanzitutto è utile mediare le prime annusatine del cane al bambino, facendogli capire che ciò che sta conoscendo attraverso l’olfatto è positivo, oltre a condividere, per quanto sia possibile, gli stessi spazi di prima.

Cercare di dedicare al cane del tempo e dello svago e rassicurarlo quando il neonato piange. Alcuni cani infatti sembrano andare in ansia al suono del pianto. Bisogna quindi offrire al cane degli spazi dove può appartarsi e stare tranquillo.

Fare attenzione anche all’uso di carrozzine, passeggini, ecc. con cui il cane ha bisogno di prendere familiarità. 

L’interazione ovviamente va sempre mediata dal genitore per la sicurezza del piccolo. Al cane dovrà essere permesso di rimanere vicino alla mamma mentre accudisce il bimbo, premiandolo per il suo comportamento calmo.

Si aumenteranno così le interazioni positive mentre il bambino è presente, ma si dovrà sempre controllare che non aumenti troppo l’eccitazione: può essere un segnale di pericolo. 

Inoltre fondamentale è vivere questo periodo con serenità per non trasmettere né al bimbo né al cane ansia e preoccupazione. In questo modo entrambi avranno la possibilità di iniziare a gettare le basi di quel magico legame che può esserci tra un bambino ed il proprio cane! 

Sara

La passeggiata con il cane: cosa, come e perchè.

La passeggiata con il cane, siamo sicuri che sia davvero solo ed unicamente una passeggiata?

Che significati racchiude il “mettere al guinzaglio il cane” ed uscire insieme?Il cane ha necessità di uscire solo per espletare i suoi bisogni fisiologici?

Cerchiamo di scoprirlo insieme..

I bisogni fisiologici del cane possono essere paragonati ai nostri e tra questi rientrano: la necessità di cibo e acqua, il dormire, e il poter espletare la necessità di urinare e defecare. Questi sono necessari per sopravvivere, quindi DOBBIAMO assolutamente soddisfarli. Ma un cane, i cui proprietari si occupano solo di soddisfare queste necessità, non lo rendono un cane felice.

Allora come possiamo avere un cane soddisfatto e felice?

Il segreto è proprio nella famosa passeggiata di cui parlavamo prima.

La passeggiata

L’uscita con il cane racchiude in sé la possibilità di permettere al cane di scoprire il mondo e conoscerlo, interagire con i suoi simili e con specie diverse, condividere esperienze con la sua “famiglia-branco”.

Il cane ha la necessità e un istinto innato di CURIOSITA’, che gli permette di avere la voglia e il bisogno di conoscere ciò che lo circonda e noi, suoi compagni di vita, glielo dobbiamo permettere e, anzi, condividere con lui queste scoperte. Pensiamo ad un cucciolo, che per le prime volte passeggia in città, in campagna o in un bosco, lo vedrete sicuramente entusiasta di annusare, assaggiare e vedere un mondo nuovo: noi non dobbiamo tenerlo “sotto una campana di vetro”, ma interagire con lui, fargli scoprire la gioia di rincorrere un bastoncino lanciato, di accompagnarlo a bagnarsi le zampe in una pozzanghera, e di consentirgli di conoscere persone nuove e altri cani.

L’incontro tra cani

Parliamo, quindi, di un altro aspetto importante. L’incontro con gli altri cani. Come? Dove? Chi?

Dobbiamo assolutamente sottolineare l’importanza della socializzazione dei nostri cani,ma con attenzione e criterio. Dobbiamo selezionare i cani con cui facciamo interagire il nostro compagno a 4 zampe, perché è importante fornirgli esperienze positive, e per farlo evitiamo assolutamente l’incontro al guinzaglio.

I nostri cani sono dei bravissimi comunicatori, sanno farsi comprendere, ma se noi li teniamo al guinzaglio gli impediamo moltissimi movimenti e spostamenti e rischiamo di favorire liti e incomprensioni.

Non pensiamo di risultare maleducati o asociali se non ci avviciniamo a tutti, ma anzi saremo proprietari responsabili e tutelanti, ciò che si meritano i nostri cani. Scegliamo, quindi, luoghi ideali in cui liberare i nostri 4 zampe.

Che strada prendiamo?

Un altro aspetto importantissimo è il giro che scegliamo di fare ogni giorno con il nostro cane. Se lo portiamo sempre e solo negli stessi posti non gli permettiamo di sentire odori nuovi, di fare esperienze nuove e di conoscere cani e persone nuove. Inoltre, sopratutto in cani molto territoriali rischiamo di favorire il fatto che loro riconoscano come di loro proprietà le strade e i sentieri che percorriamo sempre, proprio perché marcheranno il territorio. Se si innescherà tale meccanismo il cane, in questi luoghi, potrebbe dimostrarsi più reattivo ed aggressivo nei confronti di persone ed animali che incontrerà su quello che reputa “il suo posto” perché penserà di doverlo difendere da estranei.

Quindi, modificando il percorso il più spesso possibile, il nostro 4 zampe sarà sempre alla scoperta di posti nuovi.

Meritata libertà

Ricordiamoci anche di permettere, quanto più possibile, ai nostri cani di correre ed esplorare liberi, senza guinzaglio. Certo, dobbiamo farlo in modo responsabile: scegliere posti in cui il cane sia in sicurezza e che non crei danni e problemi ad altre persone. Ma l’aspetto ancora più necessario e fondamentale è che il proprietario abbia un ottimo controllo in modo da potersi fidare del proprio cane, sopratutto quando è libero.

Con queste “semplici” regole possiamo davvero rendere felice e soddisfatto il nostro cane, rendendolo più sicuro di se, cercando di evitare, quindi, atti distruttivi, ansie da separazione o comportamenti aggressivi verso cani e persone. Siamo sicuri che un piccolo impegno faciliterà e renderà serena la vostra convivenza con il vostro amico a 4 zampe.

Alessia

Ricetta per una giusta relazione con il proprio cane

Ingredienti

Difficoltà: facile o difficile impegnatevi, ne varrà la pena!
Preparazione: il tempo dipenderà dal tipo di cane che sceglierete
Cottura: come sopra, alcuni possono avere la pellaccia più dura
Costo: se ami il tuo cane nulla avrà un costo o se lo ha sarà per una giusta
causa
Ingredienti: un cane e un proprietario


Non posso dire di essere esperta in cucina, anche se la cosa mi piacerebbe
molto. Ho capito quindi che, se voglio imparare a cucinare, posso iniziare
seguendo i consigli di alcuni chef che sanno dare informazioni utili e
preziose dovute alla loro esperienza. Oggi perciò non voglio avvalermi del diritto di insegnarvi grandi ricette, ma vorrei solo darvi qualche consiglio che può aiutarvi nel migliorare le vostre capacità. Ovviamente il tutto è già stato sperimentato e posso garantirvi che porterà ad un buon risultato. Diciamo che è una piccola ricetta come punto di partenza per poi passare agli step successivi.

Inizierei dicendovi che per una buona riuscita di questa ricetta, fondamentali sono determinazione, costanza e volontà di voler star bene con il proprio cane. Pensate di averceli? Allora mani in pasta, si inizia!

Procedimento

Come riportato sopra, alla voce ingredienti, serviranno un cane e un
proprietario, una buona qualità di questi aiuterà nella miglior riuscita.
Purtroppo per la scelta del proprietario non si può fare molto, ma il
proprietario può fare qualcosa nella scelta della “qualità” del cane.
Non
fraintendetemi, con questo termine intendo che sarebbe ottimo scegliere un cane che si possa adattare bene alla nostra vita e che le sue qualità possano integrarsi bene con le nostre. Ad esempio se siete persone non
eccessivamente dinamiche, ma più sedentarie evitate di scegliere un cane
che ha bisogno di svolgere molta attività psico-fisica e viceversa nel caso
contrario.

Nella scelta del vostro ingrediente cane, non basatevi esclusivamente
sull’aspetto esteriore
, non fate come al supermercato, quando girando con il vostro carrello, come formichine impazzite, passate da una corsia
all’altra ed a un certo punto adocchiando un prodotto dite: “Che dici prendiamo questo?”, “Mah si dai mi ispira, ha una bella confezione”.
Poi lo assaggiate e con espressione disgustata realizzate che dentro c’è un
ingrediente che proprio non vi garba. Ecco, fate si che la vostra scelta si basi su teorie un po’ più valide che il solo aspetto esteriore, perché alla fine se ciò che c’è dentro non rispecchia i vostri gusti, non lo apprezzerete comunque, che il fuori sia bello o meno. Perciò scegliete un cane che possa avere delle affinità con voi, al di là del suo aspetto.

Questo è importante perché ogni cane ha una sua propensione e per quanto i bisogni di base, siano i medesimi per tutti, ogni cane poi avrà più o meno bisogni e necessità, in rapporto alla razza di appartenenza e noi dobbiamo essere in grado di soddisfare quelle che sono le sue specifiche esigenze.

Quindi prima di afferrare quel bel prodotto dalla scatola meravigliosa, leggete gli ingredienti e fatevi un’idea sul fatto che possa più o meno rispecchiare ciò che state cercando. Nella speranza che abbiate degli ingredienti di ottima qualità che possano amalgamarsi bene tra di loro, il prossimo passo per la nostra ricetta è impostare una relazione di tipo autorevole, cosa vorrà mai dire questo.

L’autorevolezza

Significa che la relazione dovrà fondarsi su affetto, comunicazione e
controllo, un pizzico di ciascuno di questi tre ingredienti e la relazione
avrà sicuramente un sapore migliore. La proporzione dovrà essere la
medesima per tutti e tre.

E’ importante che il cane si senta amato, parte integrante della famiglia,
che senta di appartenere ad un gruppo, il suo gruppo famiglia. Essa dovrà
comunicare con lui in maniera coerente, ovvero tutti i membri dovranno
impegnarsi nel comunicare allo stesso modo per non mandare il cane in
confusione. Bisognerà poi avvalersi di una comunicazione leggibile agli
occhi del cane
e qui mi permetto di aprire una parentesi; vi ricordo che i
cani non comprendono la nostra lingua, ma anzi sono già veramente bravi
nel capirci (e sopportarci) più di quanto noi facciamo con loro, quindi basta urlare dietro al vostro cane per poi arrabbiarvi se non vi da retta.. certo che non vi ascolta, state parlando due lingue diverse.

Se vorrete farvi capire dovrete insegnare al cane a comunicare con voi e cosa ancora più importante, dovrete capire voi il modo giusto di comunicare con lui.

Questo implica il fatto che l’attenzione non sarà rivolta alle parole, perché
che voi diciate “vieni qui” oppure “avada kedavra”, al cane non cambierà
niente se prima non gli avrete insegnato il significato, ma dovrete prestare
più attenzione al corpo, alle posture che assumerete
(strumento
importantissimo nella comunicazione con il cane) e anche all’intensità
della voce che gioca un ruolo fondamentale.

Le regole

Una volta che la comunicazione è stabilita correttamente, bisognerà anche
dare delle regole al cane e insegnargli qual’è il suo ruolo all’interno della
famiglia.
Fategli capire che potrà affidarsi a voi, che vi farete carico della
realizzazione dei suoi bisogni e, cosa fondamentale, che la gestione degli
spazi e delle risorse spetta a voi, in modo da evitare che sia il cane a
gestire ciò che non è di sua competenza. Se mi permettete aprirei un’altra
piccola parentesi; Dlin dlon informazione di servizio, dire “NO” al cane,
non lo rompe, non gli succede nulla di grave, anzi qualche volta un “no”
detto al momento giusto non può che fargli bene.


Quindi tutta questa spiegazione per dire cosa? Amate il vostro cane,
assicuratevi che la vostra comunicazione sia chiara, comprensibile e
dategli delle regole.

L’ingrediente magico

Giunti a questo punto potrei dire che la ricetta sia praticamente conclusa,
ma avendo fiducia nelle vostre doti culinarie, aggiungerei ancora qualche
consiglio per condire al meglio il tutto.
Una delle cose che più piace fare è giocare con il proprio cane, come dare torto, quando ti guardano con una pallina in bocca, la lingua di traverso
che penzola fuori e l’espressione da “ehi, giochiamo?”. Sanno essere
irresistibilmente buffi.

Badate che il gioco può diventare un ingrediente importantissimo nella comunicazione con il cane.

Attraverso il gioco ad esempio possiamo insegnare il rispetto delle regole e il rispetto reciproco, basterà “solamente” che all’interno del gioco ci siano effettivamente delle regole, rispettate da entrambe le parti e, ovviamente, non provate a trassare perché vi scopriranno subito. Sarete voi a dover gestire il gioco e a fare in modo che non si crei competizione. Quindi giocate con loro, capite qual’è il gioco che preferiscono e divertitevi insieme. Sembra una piccolezza, ma in realtà è un mezzo molto importante per la relazione.Badate bene che, una torta bruciata o poco cotta non arreca danno a nessuno, mentre una relazione sbagliata con il proprio cane può generare in lui un senso di disagio e frustrazione che molto spesso si trasforma in un
senso di scontentezza nella relazione, percepita da entrambe le parti.


Quindi applicatevi e fatelo bene e se vi trovate in difficoltà chiedete
consiglio agli chef esperti, che in questo caso sono gli educatori cinofili, i
rieducatori o i veterinari esperti in comportamento.


Siamo arrivati al termine della ricetta, spero vi sia piaciuta e cos’altro
aggiungere? Seguiteci per altre ricette!

Alma