Parliamo di ENCI, il primo passo nel nostro viaggio tra le razze canine.

golden retriver e pastore australiano

Che cos’è l’ENCI?

L’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, è un’associazione di allevatori a carattere tecnico-economico e nasce nel 1982 con lo scopo principale di tutelare le razze canine pure, specialmente quelle italiane

migliorandone ed incrementandone l’allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l’impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi.

https://www.enci.it/enci

Organizza, inoltre, prove di lavoro (sulla base delle attitudini delle varie razze), ed esposizioni zootecniche, cioè expo che valutano che ogni esemplare presenti determinate caratteristiche, le quali definiscono gli standard di razza.

Si occupa, inoltre, di promuovere l’addestramento dei cani e gli allenamenti in sport venatori, l’addestramento per cani di utilità (ausiliari per portatori di handicap) e per la protezione civile (cani da salvataggio, soccorso ecc..).

razze canine
Da sx a dx: Chir, Lucy, Kea e Dream

Cosa sono gli standard di razza?

Come detto precedentemente, l’ENCI, ha lo scopo di mantenere e favorire gli standard delle razze canine, che corrispondono a determinate caratteristiche della sfera:

  • fisica
  • caratteriale
  • attitudinale

Attraverso le varie prove di lavoro, ed expo, si vogliono individuare i soggetti che più corrispondono agli standard definiti (per ciascuna razza), premiando tali soggetti per favorirli come “riproduttori”.

Il pedigree

L’ente che rilascia ufficialmente il pedigree è proprio l’ENCI. Si tratta dell’unico documento che attesta la “purezza di razza” di un soggetto.

In questo documento sono elencate e segnalate le linee di sangue (cioè l’albero genealogico) di ogni cane e indica se qualche avo ha ricevuto riconoscimenti di lavoro o di bellezza.

Molto importante è anche l’indicazione, che lo stesso ente segnala, circa gli esami obbligatori (ad esempio le lastre per la displasia) ai quali devono essere sottoposti i “riproduttori” e i genitori dei cuccioli di razza.

Perché è fondamentale avere questi esami clinici, prima di prendere il vostro tenero cucciolo di razza? Bisogna accertarsi che i genitori siano esenti da malattie genetiche tipiche di alcune razze, che possono essere trasmesse ai cuccioli.

Inizia il nostro viaggio

Parte da qui, il nostro meraviglioso viaggio tra le razze canine. E’ fondamentale, infatti, capire il ruolo dell’Enci nel mondo della cinofilia italiana, per poter poi approfondire i vari gruppi di razze, proprio create e organizzate da questo ente.

Una passeggiata da cani: le 10 Regole D’Oro.

le regole d'oro per la passeggiata con il cane

No, non ho sbagliato titolo. Oggi parliamo di una “passeggiata da cani” e vi elenco quelle che dovrebbero essere le dieci regole d’oro, per rendere perfetto questo momento.

Iniziamo subito!

Regola n° 1: lascia annusare

Non è necessario, in tutte le passeggiate quotidiane, fare una maratona. Non sono importanti i kilometri macinati in un tot minuti di camminata. La passeggiata è un momento dedicato completamente al proprio cane, quindi lasciamoli liberi di annusare il mondo che li circonda.

lascia annusare il tuo cane

Regola n° 2: varia il percorso

Che noia fare sempre e per sempre lo stesso giro dell’isolato. Creiamo il cambiamento, cambiamo percorso e scopriamo insieme posti nuovi. Fare sempre lo stesso giro prestabilito, oltre a rendere poco stimolante la passeggiata, potrebbe contribuire ad intensificare particolari comportamenti territoriali di alcuni soggetti.

Regola n° 3: evitiamo le guerre “da guinzaglio”

Ditemi che non lo avete fatto almeno una volta nella vita. Fare incrociare e conoscere i cani quando sono legati al guinzaglio, potrebbe essere la causa scatenante di guerre puniche. Annusandosi e girandosi intorno, cioè il modo in cui si conosco i cani, i guinzagli potrebbero annodarsi, creando quella tensione che potrebbe mettere in allarme uno dei soggetti e scatenare le classiche risse da marciapiede, che vedono impegnati gli accompagnatori bipedi in urli e danze volte allo sbrogliare il danno fatto.

Regola n° 4: sguardi e parole

La passeggiata è un importante momento di interazione tra cane e proprietario. Non dimentichiamoci che all’estremità del guinzaglio c’è il nostro amato cane e non è quello invisibile dei cabaret di magia. Cerchiamo il suo sguardo e lodiamolo ogni tanto con un bel sorriso e un “Bravo/a”.

Regola n° 5: via quel cellulare

Non esistono (o quasi) messaggi o chiamate che possono essere rimandate di qualche minuto. Quando si esce in passeggiata bisogna avere mille occhi e tutti puntati sul proprio cane e su quello che avviene nel mondo che ci circonda: macchine che passano, altri cani, incroci di vie, pericoli che possono essere ingurgitati. Whatsapp può attendere.

Regola n° 6: mobility a costo zero

Sfruttiamo quello che la città ci offre e facciamo divertire, in sicurezza il nostro cane. Panchine, ostacoli, gradini e paletti possono diventare il nostro campo per le migliori gare di mobility. Questo aiuterà a far acquisire sicurezza e competenze ai nostri cani, e a fargli apprezzare anche il contesto cittadino, che a volte può essere fonte di stress e paure, soprattutto per cani più timorosi o per i cuccioli.

Regola n°7: bocconcini in tasca

Riprendendo la regola precedente, se il vostro cane è particolarmente intimorito dal contesto della città, o da qualsiasi posto nuovo, ricordiamoci di portare con noi degli appetitosi bocconcini. Questi possiamo utilizzarli per premiare il nostro cane e rendere la passeggiata, oltre che divertente anche appetitosa.

Regola n° 8: libertà fa rima con responsabilità

Ogni tanto concediamo la libertà ai nostri quattro zampe! Ricordiamo però che liberare il cane in parchi (nelle aree non adibite) o passeggiare amabilmente con il proprio cane sul marciapiede non è consentito dalla legge, oltre ad essere molto pericoloso. Quindi se siamo sicuri del nostro richiamo e se non siamo un pericolo per gli altri umani e animali, lasciamogli godere un po’ di sana libertà. Su questo tema ritorneremo con un prossimo articolo. Un giusto compromesso è l’utilizzo della longhina, che permette la giusta libertà di movimento del cane, in completa sicurezza.. Ma attenzione al luogo che scegliamo: campi liberi o parchi tranquilli.

Regola n° 9: il cane si sporca

Non facciamo un dramma se il cane si sporca le zampe, si immerge nelle pozzanghere o se calpesta del fango. Le salviette apposite risolvono tutti i problemi!

i cani si sporcano
lascia che il cane cammini nel fango

Regola n°10: guinzaglio odi et amo

E’ fondamentale una corretta gestione del guinzaglio, che solitamente risulta essere una delle problematiche più diffuse tra i proprietari. Evitiamo di strattonare i cani, di tenere i guinzagli tesi e di arrotolarci il guinzaglio sulla mano, accorciandolo più del dovuto. Ricordiamoci che il guinzaglio trasmette tutte le nostre emozioni al cane: timori, paure e ansia, nostre, possono essere facilmente vissute indirettamente dai nostri cani.

E tu, che passeggiata fai? Ci siamo dimenticata qualche altra fondamentale regola? Raccontaci!

Se ti va, avevamo già scritto un articolo introduttivo sulla Passeggiata da cani

E ora, tutti fuori a passeggiare!

L’effetto Pigmalione in cinofilia. Questione di aspettative

Che cos’è l’effetto Pigmalione

Spesso citato in psicologia sociale e in sociologia, l’effetto Pigmalione è anche conosciuto con i termini “effetto Rosenthal” o “profezia che si autoadempie”.

I concetti fondamentali che sono alla base di questo effetto sono le aspettative e credenze delle persone e come queste abbiano una fondamentale influenza sulle nostre azioni.

L’esperimento

Lo psicologo Rosenthal, nel 1965, decide di studiare l’effetto dell’aspettativa degli insegnanti sul rendimento scolastico degli alunni

Agli insegnanti viene indicato il nome degli studenti che hanno ottenuto il punteggio più alto ad un test sull’intelligenza, sottoposto agli alunni precedentemente.

Quello che gli insegnanti non sanno, è che i nomi menzionati, sono di studenti assolutamente presi a caso. Un anno dopo, il ricercatore ripropone lo stesso test a tutti gli studenti, con il risultato che, gli alunni indicati, agli insegnanti, come più promettenti, hanno aumentato di diversi punti il loro risultato al test.

La conclusione

Le aspettative che gli insegnanti avevano sugli studenti definiti con un più alto QI (anche se questo non corrispondeva alla realtà), hanno probabilmente condizionato la qualità della relazione con questi alunni, e di conseguenza il rendimento dei soggetti.

Una spiegazione risiede nel fatto che la maggioranza delle persone, tende a conformarsi all’immagine che gli altri hanno di loro.

“Se pensano che quella determinata cosa io riesca a farla, allora mi metterò nelle condizioni di poterla fare”.

Si chiama “profezia che si autoadempie” proprio per questo motivo. Quando un individuo convinto o pauroso che si verifichino degli eventi futuri, modifica il suo comportamento sulla base delle aspettative, arrivando a causare gli effetti profetizzati.

E in cinofilia?

Vi starete chiedendo: “E tutto questo con i cani cosa c’entra?”.

Possiamo identificare almeno due aspetti legati al mondo della cinofilia e della relazione con il cane.

Dal punto di vista del professionista

E’ frequente imbattersi in professionisti del mondo della cinofilia (alcuni si sono dimenticati che umiltà, rispetto e gentilezza fanno parte della loro professione) che non si approccino nel modo corretto con i propri clienti. Spesso c’è il pregiudizio diffuso che, chi non è addetto al mestiere, sia profondamente ignorante, sciocco e poco collaborativo durante le sessioni di allenamento e formazione.

“Tanto non ci riuscirà mai”, “Ma sì, non si impegna”, “Non gli interessa veramente”.

Tutte queste affermazioni portano, quasi inevitabilmente, a rapportarsi con i propri clienti in maniera superficiale e disinteressata, mettendo un muro nella relazione che porta, a volte, a non comprendere le reali difficoltà di chi si rivolge ai professionisti perché bisognosi di consigli e indicazioni.

Allo stesso modo, il cliente, percependo, troppo spesso, questo poco coinvolgimento e pregiudizio nei propri confronti, si convince di non essere in grado di rapportarsi con il proprio cane, di non poter dare il massimo nella relazione, arrivando a demotivarsi e, di conseguenza, a non riuscire a mettere in pratica le indicazioni del professionista.

Nella relazione con il proprio cane?

Dobbiamo prendere in considerazione anche questo fattore.

Troppo spesso ci approcciamo con i pregiudizi nei confronti dei nostri cani. “Ah, questa cosa non la farà mai!”, “Al mio cane non piacciono gli altri, quindi evito di farlo socializzare”, “Ho un cane che dorme sempre, figurati se può fare uno sport”.

Al netto di evidenti e comprovati problemi fisici e comportamentali, spesso siamo noi a limitare eventuali comportamenti e prestazioni nei nostri cani. Siamo noi che abbiamo delle aspettative troppo basse, e a volte troppo alte, degli animali che vivono con noi.

Oltre, a volte, a non comprendere certi comportamenti e richieste, influenziamo con i nostri atteggiamenti e la nostra comunicazione non verbale, le azioni dei nostri cani, contribuendo a diminuire la qualità delle loro prestazioni (non parliamo solo in ambito sportivo).

Meno giudizi più fiducia

Questo potrebbe essere un consiglio utile sia per i colleghi professionisti (e lo ripetiamo come un mantra anche noi stesse), sia per quei proprietari che hanno pregiudizi (sia chiaro, spesso a fin di bene) sui propri cani.

Valutiamo, osserviamo, studiamo e agiamo. Questo vale per tutti.